Personalmente periodo quasi perfetto, dico così perché appunto il meteo può cambiare sempre e spesso e abbiamo avuto un bel po’ di giorni nuvolosi e piovosi nonostante fosse ancora periodo estivo – autunnale. Per il resto, io ho sentito poca umidità comunque mentre Linda un po’ di più. Ah, io soffro potentemente il caldo quindi se siete persone come me, leggete bene e magari constatate prima queste cose per partire al meglio e non svenire di caldo qui.
Pre-partenza: prepariamo l’essenziale
Io, come già ho detto nel video su YouTube, mi stavo agitando tantissimo: avevo letteralmente paura di cadere, ma va beh, basta. Pensiamo all’essenziale: la Corea è conosciuta per i climi simili ai nostri, ma estremi, quindi molto umido e molto caldo, molto freddo e atrocemente ghiacciato, ok? Ok, bene. Io comunque, essendo che la mia intenzione era di fare shopping K-Beauty e gadget K-Pop, ho lasciato letteralmente la valigia quasi vuota e vi dico cosa ho portato io – ragazzo giovane, 25 anni, odio il caldo e la noia (ricordate che con Air China potete portare un bagaglio in stiva da 23kg e uno a mano da 5kg – io ne avevo riempiti solo 11kg):
9 mutande
5 magliette
7 paia calzini
5 pantaloncini
1 pantalone
2 cinture
2 asciugamani
2 paia scarpe
3 pigiami
2 costumi
roba barba
roba unghie
1 felpa
1 giacchetta
1 ombrello
Vi verrebbe da pensare che sia poca roba, e magari mi starete dando anche del sudicio, ma intanto vi calmate perché ho scelto l’hotel con la lavanderia, quindi per questo mi sento molto contento e con 4.000₩ (circa 2,80€) ho sia lavato che asciugato i miei vestiti. Di solito comunque ci sono diverse lavanderie a gettoni e notando il prezzo si aggirano attorno ai 5.000/10.000₩. Linda – ragazza giovane, 25 anni, capelli ricci, vegetariana, attenta alla pulizia – ha portato il doppio della mi roba (tranne per farsi la barba, perché non l’ha) e infatti la sua valigia pesava 19kg. Comunque in più ha portato: scottex, carta igienica, salviettine umide disinfettanti, fazzoletti, medicine varie, sacchetti di plastica di diverse misure, roba per trucco e creme, borsa, zainetto piccolo, copri water, telo da mare, shampoo e balsamo, pettine, un paio di scarpe di scorta, spray nasale, phon e gel per capelli, termometro febbre, infradito, assorbenti, asciugamani ed infine i profumi.
Nel bagaglio a mano (noi abbiamo portato uno zaino piccolo), l’ho riempito di elettronica, ovvero: MacBook Air 13 pollici, stabilizzatore DJI, iPad Pro 12.9 pollici, power bank 10.000mah, occhiali da vista con custodia, cavi di ricarica, portafoglio e passaporto. Linda, invece, non ha portato niente di elettronico se non il power bank anche lei da 10.000mah, ed un cambio di vestiti (perché aveva paura di perdere la valigia: 1 maglia, 1 pantalone e l’intimo)
Applicazioni da Scaricare prima di partire:

Dovrebbero essere disponibili anche per Android
- Heymondo: è l’applicazione dell’assicurazione di viaggio e sanitaria che abbiamo scelto. All’interno c’è la nostra offerta con tutti i nostri dati già caricati in caso dovesse succedere qualcosa (oddio mio, speriamo di no).
- Manta e Webtoon (facoltative): sono due applicazioni per leggere delle storie tipo manga coreane, alcune sono tutte in coreano, ma ce ne sono anche tantissime diverse in inglese (riguardo all’italiano, non ne ho notate anche perché l’ho scaricate e usate solo una volta ahaha). Diciamo che se non sapete cosa fare in aereo, potete dargli un’occhiata (qui in Corea sono molto famose ed infatti sulla metro o anche nei bar, molti coreani sono sempre a leggere questi famosi webtoon).
- Coupang (facoltativa): me l’ha consigliata un mio amico qui a Soul, Ortensio, e mi ha detto che non è altro che l’Amazon coreano ed infatti, molte volte per le strade di Seoul, vedrete molti camioncini con su scritto “coupang”. Ho dato un’occhiata all’app e ci sono diverse offerte e nonostante sia in coreano, potete benissimamente cercare un prodotto in inglese e ve lo trova lo stesso.
- Naver Map: purtroppo a quanto pare è vero che Google e Apple Maps non funzionano in Corea, cioè non è che non funzionano proprio, ti danno dei percorsi sbagliati oppure non ti danno proprio itinerari disponibili. Naver Map ha tutto, cerchi dove vuoi andare evitando gli spazi tra le parole e ti dovrebbe dare il nome poi in coreano sotto, ci clicchi e ti dice il modo più veloce per raggiungere quel posto. Ti appare anche il prezzo di quanto spenderai con la T-Money e tra quanto tempo ci mette il bus/metro ad arrivare e di solito sono sempre puntuali, altro che Trenitalia.
- Kakao Map: io personalmente non l’ho mai usata se non una volta e basta perché un posto su Instagram aveva appunto messo il link con Kakao. Dovrebbe essere analoga a Naver. Non la conosco molto, ma vedrò di approfondire di più con Paul, il mio coinquilino coreanino a Venezia.
- Kakao Talk (facoltativa): è tipo il nostro WhatsApp ma versione coreana. Non c’è bisogno di scambiarsi il numero quindi in un certo senso potrebbe benissimo essere Telegram tipo.
- Kakao Taxi: come dice il nome, è utile per prendere il taxi. Noi però non l’abbiamo letteralmente mai usata anche questa per il semplice fatto che ci sono sempre bus e metro. Noterete comunque che molti la usano anche se devo ben capire se per pagare il tassista si deve per forza avere una carta di credito coreana o meno.
- Papago: un’app per la traduzione. Funziona molto bene al pari di Google Traduttore (dico così per il semplice fatto che traduco sempre dal coreano all’inglese in quanto con l’italiano mi ci metto a ridere sempre quando leggo come traduce). Ha le stesse caratteristiche di Google appunto, solo che è molto più intuibile. Noi abbiamo sempre usato la funzione con la foto, ti traduce in un istante.
- Seoul Subway (facoltativa): non è indispensabile in quanto Naver vi aiuta in tutti i modi. Qui comunque vi fa vedere tutta la mappa metropolitana di Seoul così se avete problemi su in quale entrata entrare, con questa non sbaglierete mai un colpo. Personalmente l’abbiamo usata solo una volta perché abbiamo capito che Naver è davvero fantastico.
- Loca M Top-up: ve la consiglio perché una volta registrati, potete scansionare la vostra tessera T-Money e vedere quanti ₩ vi ci sono rimasti all’interno.
Avvertenze Lingua e Cultura Coreana:
Non vi allarmate minimamente raga, sia io che Linda non sappiamo per nulla il coreano (ciao e grazie) e non abbiamo riscontrato problemi nel comunicare. Non tutti parlano inglese e quei pochi che lo parlano, lo strascicano un po’ ma comunque capiscono e se non riescono, vi aiutano col traduttore. Se proprio non sanno come aiutarti, faranno un gesto con le mani a forma di “x” per indicare “no”. In tutti questi giorni comunque non ci siamo mai sentiti in pericolo o preoccupati: tutti ci hanno letteralmente aiutato e sono molto gentili. Pensate che anche le persone più anziane, in bus, si alzavano per farci sedere accanto oppure quando l’autista dava un annuncio in coreano, c’era sempre qualcuno che di sua spontanea volontà ci traduceva in inglese. Appena poi ci vedevano col navigatore in mano, non perdevano tempo che ci chiedevano subito dove stessimo andando per aiutarci… davvero, davvero gentili che mi veniva da commuovermi. Una cosa comunque che vi insegno è quella di inchinarvi sempre bene o male e noterete anche che quando vi porgono qualcosa come soldi o biglietti, ve li danno sempre con due mani e cercate di fare altrettanto anche voi. Ah, nei bus sedetevi sempre in fondo a meno che non siete dei vecchi decrepiti, con dei bambini piccoli o in gravidanza oppure con delle stampelle, quei posti iniziali, infatti, sono per quelle categorie e se vi ci mettete, si arrabbiano un pochino.

Giorno 1: Arrivo in Corea e tragitto Hotel a Dongdaemun-gu
Finalmente le nostre tappe per bene. Dopo non aver dormito minimamente nemmeno un po’ in aereo (solo 40 minuti a dire il vero) in quanto non volevo soffrire il jet-lag – vi consiglio di fare pure voi così: soffrite in aereo stando svegli, ma vedrete che la sera dormirete come ghiri e sarete già abituati all’orario coreano (+7 ore rispetto all’Italia). Siamo arrivati ad Incheon alle 12:05 e tempo di mostrare il passaporto e compilare un piccolo foglio su dove saremmo andati a risiedere per tutto il tempo del soggiorno, siamo usciti con le valigie alle 12:55. Prima però abbiamo fatto la T-Money e abbiamo scambiato solamente 20,00€ in aeroporto in quanto il tragitto col bus aeroportuale fino al nostro hotel veniva 17.000₩ (11,95€). Ricordatevi che per caricare la T-Money accettano solamente contanti ed un minimo di 1.000₩. Abbiamo fatto comunque, sempre all’aeroporto, anche la eSim della LG U+ (controllate se il vostro telefono ha la possibilità di avere la eSim) quello per starci 20 giorni solamente con data internet, e quella è venuta 60.500₩ (42,60€) – vi consiglierei sempre questa in quanto non mi ci sono/mi ci sto trovando male, ma non vi nego che durante le mie camminate ne ho trovata una a molto meno che offriva anche i minuti per chiamare (non in Italia ovviamente – appena la trovo ve la link qui nelle foto). Basta, ritorniamo a noi: siamo arrivati all’hotel Seoul N Dongdaemon alle 16:20, tempo di notare che nel bagno non puoi gettare la carta igienica, e siamo andati già a fare un giro nel quartiere qui attorno a noi: io ho provato il mio primo kimbap nei CU Store coreani (sono dei piccoli mini market aperti 24h/24h e sono letteralmente convenienti come il cielo comanda) calcolate che un triangolino di riso XL viene sui 2.100₩ (1,50€) e vi sfamate di brutto fidatevi. Abbiamo concluso la giornata presto, ovviamente perché eravamo stanchi, cenando da Paris Baguette – una pasticceria stile francese con cose molto morbide e piene di burro, ma tremendamente buone, infine facendo un giro da Olive Young – un bel negozietto di skin care a prezzi molto più che onesti, anzi onestissimi davvero. Voglio concludere dicendovi che la Corea costa davvero molto poco rispetto all’Italia e vi faccio anche questo esempio: se noi lasciassimo le valigie rotte in camera o fuori dall’hotel, ci farebbero la multa… di 3,00€ – niente insomma. Siamo crollati alle 22:00, contenti perché da domani sarebbe iniziata la nostra avventura qui a Seoul 🫰🏻




Giorno 2: Lotte Young Plaza – Daiso & Myeong-dong
Oggi è iniziata la nostra vera vita fuori a Seoul. Dopo aver fatto la nostra prima colazione in hotel e aver capito che avremmo sempre avuto le stesse cose per ben altri 20 giorni, beh, un po’ la voglia ci è scesa, ma a me garba sempre tutto perché è a buffet eheh. Comunque oggi il tour è iniziato a Myeong-dong, città, mi pare di aver capito, famosa per il bellissimo street food che riempie la strada durante la sera ed infatti c’era il Visit Korea Year e tutto è diventato molto più magico. In effetti, c’è da dirlo: tutte le città di sera si trasformano totalmente e cambiano, diventano più vive e si riempiono come funghi, ma soprattutto sono stupende e anche Myeong-dong non è da meno. C’è proprio una fermata metropolitana che vi porta letteralmente di fronte al Lotte Young Plaza – un mega store di non so quanti piani che ti perdi perché ogni plesso è diviso in tre sezioni e nonostante ci sono le mappe con l’aiuto per raggiungere un determinato store, vi perderete lo stesso. Qui al Lotte comunque c’è la cosa che mi ha fatto piangere: il negozio dei Kakao Friends e BT21. Io ho pianto e anche il mi portafoglio ha pianto – ho avuto la possibilità di vedere quanto sono grandi le mie mani a confronto coi BTS in quanto ci sono le ricalcature delle loro orme e poi bellini troppo i gadget. Certi prezzi sono ragionevoli e onesti, altri invece un po’ più cari ma non esageratamente troppo elevati – più che altro ci sono davvero così tanti accessori che appena ne prendi uno, vuoi letteralmente finire tutta la collezione. Ritornando a noi, all’interno del mega store ci sono anche brand di lusso come Prada, Chanel, Dior – insomma sta roba qui – ma vi possiamo dire che in Italia costano decisamente molto meno specialmente i marchi italiani. Ah, sotto al negozione c’è anche una sorta di mercato nella galleria della metro ed è pieno di anziani che vendono magliette, cover per il telefono, ma soprattutto tantissime photo card e gadget di qualsiasi gruppo K-Pop attorno i 10.000/15.000₩. Sempre sotto troverete una grandissima scelta di cibo da mangiare e quando dico “grandissima” intendo esageratamente grande. Mi dispiace dirvi infatti che per vedere tutto il negozio ci vorrà più di un giorno e noi qui ci siamo fermati parecchie volte perché il cibo è davvero davvero buono (con 15.000₩ puoi prendere un piatto completo e sfamarti come se non ci fosse un domani – ogni poco troverete un distributore di acqua fredda e calda assolutamente gratis, ma non solo al Lotte, ma in quasi tutti negozi giganti – quindi quando avete sete, non comprate bottiglie d’acqua ma andate in un centro commerciale). La giornata è conclusa nel peggiore dei modi, ovvero da Daiso: un negozio, ma cosa dico?! IL SIGNORE NEGOZIO dove ci ho fatto anche un video su YouTube a riguardo dove mostro tutto ciò che ho comprato. Ha tutto e di più, ma il suo problema è il prezzo: non costa niente. Io qui mi ci sono rifocillato di maschere per il corpo in quanto costano solo 500₩ – e provandole, ho subito notato degli effetti meravigliosi sulla pelle. Ripeto, ho preso 20 maschere, cover e altri gadget per il telefono, cose inutili per la cartolibreria e ho speso solamente 22.000₩ (nemmeno 20,00€) e mi ci so dato da fare. Inutile dire che la giornata è finita qui tra i negozi e i piccoli prezzi. COSA IMPORTANTE: i soldi si cambiano qui a Myeong-dong in quanto per ora è quello che ha il tasso valuta più alto – 1.415₩ (0,99€) – ovvio che poi dipende da posto a posto, ma per ora non ho trovato cambi così fantastici come qui. P.s. qui ti guardi il mio video dello Street Food di Myeong-dong sul mio canale YouTube (seguimi anche lì, grazie 😜)




Giorno 3: Palazzo Gyeongbokgung – Hanbok – Street Food
Un altro bel giorno movimentato in quanto siamo andati al bellissimo, come dice il titolo sopra, palazzo Gyeongbokgung – cliccandoci potete vedere il mio video su YouTube. È un palazzo molto vecchio, credo, insomma non faccio storia e non l’ho studiata manco così bene, ma ritorniamo in noi: prima di avere di fronte il palazzone, passerete sicuramente davanti ad una piccola statua chiamata “Gwanghwamun-gwangjang”, carina e fatevi due foto, ma la cosa più bella ancora è che proprio sulla sinistra di questa statua c’è uno stand di signori che ti scrivono qualsiasi cosa vuoi in coreano, e la parte più bella è che è assolutamente gratis – fino a che non prendi la scritta su un foglio di pergamena bello grande e i prezzi partono da 20.000₩, ma secondo me opterete per la versione gratis, a meno che non siete proprio fan sfegatati per l’hangŭl (sistema di scrittura coreana) anche perché se dovete spendere soldi, vi consiglio di spenderli per l’hanbok (vestiti tradizionali coreani). Esatto, dirigiamoci verso il palazzone, ma svoltiamo a sinistra in quanto passerete in una piccola via dove potete noleggiare il vostro vestito tradizionale coreano – ma attenti al prezzo – il primo che incontrerete, io non ci sono manco entrato, nemmeno al secondo e al terzo, ma sono entrato in quello dove c’è scritto “sia uomo che donna 15.000₩” in quanto negli altri so furbi: vi scrivono “a partire da 10.000₩” e poi entrate dentro e solo il cappello costa quella cifra lì. Quindi fidatevi di me e andate da quello lì, poi ovvio se volete provare altri accessori, spenderete di più – comunque noleggierete i vestiti o per due ore o per un giorno interno, vi consiglio due ore perché, perché non è che ci sia molto da fare al palazzo, se però poi volete camminare e fare un giro con l’hanbok, fate voi (non nego che sia carino, ma ricordatevi che le donne sotto avranno i loro vestiti e se fa caldo, fa caldo, mentre agli uomini fanno levare solo la maglia ed io che soffro il caldo, sapete come è andata a finire). Noleggiato il vestito, io sono entrato a palazzo mentre Linda è andata a pagare il biglietto – che è costato 3.000₩, niente insomma – infatti ci sono rimasto malissimo che io ho preso anche i vestiti e pagato 15.000₩ quando potevo entrarci lo stesso per molto meno, ma per lo meno mi hanno fatto un botto di complimenti anche le nonnine del posto e poi è un’esperienza assolutamente da fare. Dopo aver visto tutto il palazzo, gli ultimi 10 minuti a corsa, li ho fatti all’interno del museo gratuito National Palace Museum of Korea – devo dire molto bellino e sono riuscito a fare le foto a tutte le cose più utili a parere mio – quindi esperienza consigliatissima da fare. Dopo aver consegnato le mie bellissime vesti, abbiamo fatto un giro per il piccolo quartiere Chebu-dong, pranzato da Paris Baguette (ormai amico di fiducia) e concluso ritirando la nostra stampa, anzi scritta, coreana alla statua che vi avevo dato prima – vi consiglio appunto di farla dopo così non dovete visitare il palazzo e la città con sto foglio penzoloni in mano. Abbiamo concluso la serata e la cena ritornando allo street food a Myeong-dong in quanto l’altro giorno l’abbiamo visto di fretta e furia, ma stavolta ci siamo dati quasi alla pazza gioia: abbiamo preso 5 palline di cheese balls a 6.000₩ (formaggio fritto con sopra ketchup e mustard), poi Linda, essendo vegetariana, ha assaggiato i tteokbokki a 5.000₩ e devo dire che era una bella ciotolina grande ed infatti Linda dopo quelli era già piena – piccanti al punto giusto – ma io ho preso alla fine, invece, il fantastico corn dog a 5.000₩ vi giuro, di un buono assurdo che ne avrei mangiati altri due. Il mercato di Myeong-dong comunque è bello grande sì, ma in due ore massimo, si riesce a vederlo per bene tutto tutto e vi posso dire che comunque dopo un po’ tutte le bancarelle sono simili alle altre e anche per quanto riguarda i prezzi, so sempre gli stessi. Avvertenza: mai fermarsi alle prime bancarelle che incontrate per il semplice fatto che più in sù, essendo che ci va meno gente, vi danno un po’ di più roba e a volte è anche più saporita perché gli ingredienti, come l’olio per friggere, sono usati di meno – anche se devo dire sono tutti molto molto puliti. Abbiamo concluso poi assaggiando i dragon beard 10.000₩ di un ragazzo che fa abbastanza ridere e che conosceva diverse parole italiane e vi posso letteralmente dire che quei, non so come chiamarli con un nome che ci possa andare vicino in italiano, biscotti ripieni boh, erano davvero una cosa alquanto sublime. Siamo tornati a casa puzzolenti di fritto, stanchissimi, ma contenti.




Giorno 4: Hongdae – AK Plaza & Sale Giochi
Oggi decisamente giornata più leggera all’insegna in uno dei quartieri più giovanili di Seoul in quanto siamo andati a Hongdae per una cosa importante: trovare un ristorante tipico che faccia solo bibimbap e ce l’abbiamo fatta. Il posto si chiama “Bibiri2” ed un piatto buffet, in quanto ci metti te cioè che vuoi e lo fai come vuoi e te ne mangi quanto vuoi, viene solamente 8.000₩ prezzo decisamente troppo onesto visto che te lo puoi prendere quante volte vuoi e vi dirò – era delizioso (ovviamente è anche un opzione vegetariana in quanto la carne non ce la metti se è, ovvio). Dopo di che abbiamo fatto un giro in centro, sparato con le pistole a palline, giocato con arco e frecce, visto altri negozi di gadget carini – di nuovo i Kakao Friends di Tommy and Jerry ed i gadget Sanrio – avrei voluto tagliarmi le mani perché avrei fatto piazza pulita. Ma non è finita qui coi negozi: siamo stati infine al AK Plaza, un mega (non così tanto) store con tanti/troppi negozi all’interno, specialmente un K-Pop caffè dove puoi trovare di tutto come lightstick, album e gadget dei tuoi idoli preferiti e se sei appassionato del Giappone, all’interno c’è un negozio chiamato “Japan Manga Alliance – Animate” paradiso. Abbiamo concluso con un altro giro da Daiso e finito per le strade in centro di Hongdae dove era il compleanno di Naeyon delle Twice e stavano allestendo un piccolo palchetto in suo onore. Noi abbiamo fatto uno spuntino da Starbucks e perso quasi tutti i nostri soldi alle macchinette per acchiappare i pupazzi in quanto un gettone viene solamente 500₩ e ti fai prendere la mano, e ti dispiace che perdi e ci rigiochi, vinci e sei contento e allora ci riprovi per vedere se sei ancora fortunato e così via fino a che “ops, non ho più soldi”. Abbiamo così concluso questa giornata leggera leggera con due gadget dei Line Friends, Pokémon e Mario Kart. Ah, ecco sì, abbiamo cenato in un CU (convenience store) ed io ho assaggiato per la prima volta i ramyeon coreani che fai da solo, solo che me l’ha fatti la signora perché io non sapevo minimamente dove mettere mano.




Giorno 5: Seoul Tower – Namsangol Hanok Village – Coex Mall
Se il giorno prima avevamo fatto poco e nulla, oggi è ritornato il mondo delle cose da fare. Colazione bella abbondante come sempre e siamo andati dritti verso la Seoul Tower: è bellissima, che dire – immensa e freschissima, con un botto di persone – qui, appena arrivati, ho pianto. Sarà stato il panorama con quella vista stupenda – ho realizzato che era in Corea del Sud un bel po’ tardi ed è inutile dire che ero contentissimo. Di attrazioni non ce ne sono tante da fare e l’unica, quella di salire sulla torre, non l’abbiamo fatta. Bene, così ho la scusa per rifarla con calma un’altra volta: il prezzo per un adulto per salire sulla torre è di 21.900₩ e non credo serva la prenotazione anticipata. Nel piazzale ci sono comunque sempre degli eventi e a noi stava suonando una piccola orchestra dove ci hanno regalato delle penne e se hai dei bambini oppure non ti senti in imbarazzo a farlo te da solo, vi tingono la faccia con dei disegnini carini. Fermata poi assolutamente da fare è lo shop della torre (subito dietro la piazza dove suonano) e prendere la pallina fortunata con tuo oroscopo coreano – io devo ancora decifrarla visto che è un papiro enorme – dopodiché potete visitare il negozio accanto dove c’è una piccola galleria di oggetti e poi vari negozi e ristoranti, noi abbiamo trovato anche un ristorante dove poter far mangiare Linda, perché ricordiamoci che è vegetariana. Finito il tour, abbiamo sceso la torre passando per la “passerella” degli innamorati, quella piena di lucchetti attaccati (il più vecchio che abbiamo trovato, in quanto ci siamo fatti gli affari degli altri, risaliva al 2017), bellina un botto. Siamo scesi a piedi fino ad arrivare poi al Namsangol Hanok Village e, uh mamma raga, che cosa bellina e tradizionale che è – ve lo consiglio tantissimo anche perché è gratis. Troverete un botto di giochini come quello famoso di Squid Game dove devi far alzare quella sorta di cuscinetto oppure devi lanciare delle frecce dentro ad un canestro, oppure ancora portare sul piede un pezzo di legno senza farlo cadere oppure far roteare una girella con solo un filo legato ad un bastone. Ci so davvero tante attività da fare e noi, inoltre, abbiamo assistito ad un matrimonio in stile coreano con tanto di canto finale da parte di un’amica della sposa. Bel villaggio, davvero davvero carino – non è tanto grande quindi in un pomeriggio lo finite di vedere. Abbiamo concluso questa bellissima giornata andando allo Starfield Coex Mall ad ammirare la fantastica biblioteca all’interno ed è inutile dire che c’erano un botto di persone solo a farsi le foto tra le scale mobili ed i libri – cosa che figuriamoci se non mi mettevo a farla pure io – finito di non vedere gli innumerevoli negozi anche qui, abbiamo cenato da Gordon Ramsey Burger dove, nonostante i prezzi un poco alti, mi sono garbati parecchio e hanno anche un’offerta vegetariana e vegana. Stanchi come se non ci fosse un domani, siamo tornati a casa e mi sono fatto una maschera per ringiovanire la pelle già giovane, quindi perfetta per me, presa da Daiso come sempre.




Giorno 6: Gangnam – K-Star Road – Lotte World Adventure
Oggi giornata semi leggera di nuovo: solita colazione ancora e siamo andati di nuovo al Coex Mall, ma stavolta di giorno, proprio per vedere come fosse la biblioteca coi raggi solari ed inutile dire che forse la preferisco di notte. Di giorno ci so troppi turisti sulle scale mobili, a sedere ed in qualsiasi altro punto carino per farsi mille mila foto, ma comunque li capisco… è troppo bella. Per il pranzo abbiamo mangiato qui, di nuovo, io ho preso il pollo fritto e Linda i tteokbokki ancora, ma la cosa che ci è garbata di più sono state le paste sfoglie a forma di pesciolini – io con il cioccolato e Linda con la panna – suppergiù costano 3.000₩ ma ne valgono davvero la pena e sempre quel reparto del Coex è stracolmo anche di dolci (quindi andateci con cautela), ah – visitate anche il YP Books che ci sono un botto di album a poco prezzo, forse uno dei più economici in giro. Usciti dal Coex siamo riusciti a veder anche la statua di Gangnam Style, bellina un botto, e non era minimamente affollata e ho incontrato anche persone che mi hanno chiesto di fargli i video mentre ballavano, ganzissimi. L’ho fatto pure io. Poi abbiamo fatto anche un bel giretto alla K-Star Road e ho visto tutte le statuette dei K-Pop groups belline belline e guarda caso il bus vi fa scendere davanti a quella dei BTS. Gangnam comunque è carina tutta devo dire: come sempre ci sono un botto di negozi e di solito il negozio meno costoso di skincare – ma mai quanto Daiso ricordate – si chiama The Saem, di solito ci sono un botto di sconto tipo paghi 10 ma te ne diamo 20, una cosa così ecco. Io qui ci ho preso due creme per il sebo e per la pelle grassa e dopo già una volta avevo una pelle wow che tipo “sedere di un poppante” spostati. Comunque la giornata è finita che eravamo stanchissimi e mentre Linda è tornata in hotel, io sono andato invece alla Decathlon della Lotte World Adventure dove mi sono perso, sì, cioè non sapevo dove andare e alla fine mi hanno detto che Decathlon e gli altri piani erano inutilizzabili, quindi, ho perso tempo inutilmente – ma ho visto un negozio sopra che vende roba stupenda per i giochi come statuette e gadget nintendo e macchine radiocomandate e, va beh, paradiso. La serata è finita velocissimamente e ho cenato con due bibimbap triangolari del mio Emart sotto hotel.




Giorno 7: Dongdaemun-gu – Hanwha Galleria – Hongdae
Oddio mio questo giorno me lo ricorderò per sempre: siamo andati al mercato Namdaemun, no raga, oddio. Un puzzo di pesce, sarà che forse prendono il pesce congelato e lo lasciano al vento senza ghiaccio e ne nulla, ma vi giuro, io volevo andarmene ahahah, non ci si stava minimamente. C’era tantissima gente non lo nego e alcune cose che vendevano potevano essere anche carine, ovvio, se ti garbano i sapori forti. Abbiamo visto davvero il giusto e la parte più divertente erano le persone che si accalcavano per prendersi la frutta (che è troppo troppo costosa), quello mi ha fatto ridere. Usciti dal mercato abbiamo visto la luce e per luce intendo uno dei tanti Lotte Department Store dove ho provato roba bellina da H&M (credo che in Italia costi di meno però) e Linda ha fatto l’ennesimo giro da Muji. Abbiamo visto tantissime cose e ogni volta ti ci piange il cuore perché vorresti tutto – come le poltroni massaggianti super tecnologiche che ti riscaldano anche gli avambracci, in offerta – ma in aereo ovviamente non entrano. Siamo andati diretti poi a Gangnam di nuovo perché ci aspettava un mio amico, Ortensio, che mi conosce da Bake Off e siamo andati a Galleria Gourmet494 – uno dei migliori posti dove mangiare cibo buonissimo, ve lo consiglio altamente come tutte le cose che sto scrivendo. All’uscita ho visto anche un bel poster per il giorno di RM dei BTS – selfie tattico – e siamo tornati direttamente a Hongdae perché c’era ripresa una voglia assurda di macchine da gioco e abbiamo giocato come maialini di nuovo e devo dire che un po’ ce lo meritavamo in quanto siamo stati sempre impegnati a camminare e girovagare. Serata tattica da Burgerry – panini molto buoni e dovete assolutamente provare le patate dolci con lo zucchero a velo, una delizia per il palato. Ho preso poi il mio primo “gratta e vinci” da 2.000₩ e indovinate un po’? Ho perso, stop.




Giorno 8: Lotte Young Plaza – Line Store – Nintendo
Il nostro ottavo giorno è iniziato in un modo dolcissimo perché abbiamo assaggiato per la prima volta il banana e melone milk, santo cielo santissimo, come mai lo abbiamo assaggiato così tanto tardi, non lo so. Giretto tattico di nuovo alla Lotte Young Plaza perché mancava il piano sotto alla metro e c’era un altro negozio K-Pop e un piccolo shop coi gadget bellini, prezzi come sempre bassi e accessibili a tutti (anche i cd erano nella norma – TXT: Chapter – Star veniva 18.000₩ e ho notato che in quasi tutti veniva quel prezzo). Abbiamo pranzato qui un altra volta provando però entrambi un buon bibimbap sempre accanto alla zona del burger di Gordon Ramsey, davvero buonissimo – ho preso quello con la ciotola scottante e ha scottato anche per troppo tempo per i miei gusti – ma la cosa peggio è successa dopo: ci siamo fermati al negozio di dolci Scoff Bakehouse e no, non ci siamo fermati minimamente. Abbiamo assaggiato la torta di pistacchio con glassa a zucchero al limone, biscottino di lime e brownies al cioccolato e nocciole, santo cielo. Sto dicendo troppe volte “Santo cielo”, ma davvero, non conosco altre parole per esprimere questa piccola deliziosità in bocca. Poi, raga, per il resto non abbiamo fatto molto: ha piovuto e a me era presa una voglia assurda di andare al Line Store (Hongdae) perché volevo letteralmente riempirmi la valigia dei gadget dei BT21 – volevo prendere ogni cosa, il copri computer, la cover, le penne, le bandane, i copri occhi, insomma il mondo – ma non avevano niente di tutto ciò, solo piccole cosine che costano anche troppo (belline eh, però non utili così come quelle che volevo io) e quindi nulla. Ci so stato comunque un bel po’ perché, cavolo, volevo fare shopping maremmina, ma alla fine niente. Subito però usciti fuori, sulla sinistra, c’è un piccolo negozio della Nintendo dove fanno anche le partite online di qualcosa che non so appunto che cosa, ed era enorme – i prezzi erano anche molto bassi per starci un’ora – 10.000₩ – però qui mi sono sentito realizzato in quanto ho comprato un bel po’ di cose di Animal Crossing: New Horizon come i peluche di Mirco e Marco portafazzoletti, un panno, la tazza e la borraccia con il logo del gioco e un sacchetto richiudibile con Nook ed in totale ho speso solamente 16,00€ (NIENTE! Per tutto quello ben di Dio), mammina come ero contento. Poi esci fuori e ti ritrovi una pubblicità di Kim Jin-woo dei Winner e di Jennie e non potevo assolutamente che concludere la mia giornata sorridendo.




Giorno 9: Art Museum – All That-K – Poop Coffee
Giornata intellettuale di nuovo in quanto siamo andati al National Museum of Modern and Contemporary Art, sappiamo quanto io odi i musei, ma è anche vero che alle cose gratis non rinuncio mai (quasi tutti i musei qui sono gratis) e devo dire che ho ammirato diverse cose come per esempio la pazienza e la felicità di un ragazzo che ha passato tutto il tempo a fare foto al suo amico, raga, tutto il tempo. In questo museo comunque ci sono vari piani e zone photos e boh, devi trovare il senso alle cose che vedi e analizzi, io ci ho capito poco e me ne dispiace, ma appunto non me ne intendo e ho occhi critici solo sulla cucina. Comunque è uno dei musei da assolutamente vedere. Ma sapete cosa altro c’è da vedere? Il HBAF Almond Store che ci sono in giro per la città! E noi che, stranamente, eravamo a corto di soldi, siamo ritornati per la centesima volta a Myeongdong anche perché era l’ora di pranzo e la fame e Linda si stavano facendo sentire ed infatti, dopo aver scambiato altri soldi, siamo ritornati al ristorante vegano che ormai ho apprezzato anch’io in quanto il cibo è davvero ottimo. Comunque, il negozio mandolaro ha decisamente di tutto, un botto di tipi di mandorle e poi vi perderete anche a vederle tutte ste mandorle (prezzi un po’ cari e le stesse cose le trovate anche ai supermercati alla metà del prezzo), ma sono comunque molto, molto buone. Il pomeriggio e la serata si sono conclusi verso queste vie, anzi nuove vie: una, va beh, era dentro allo street food al All That-K un bellissimo negozio K-Pop dove personalmente ho preferito questo a quello dei Line Friends a Hongdae in quanto aveva tutto e di più, proprio quello che cercavo anche se vi devo dire che la lightstick delle Blackpink era troppo costosa a parere mio e sono sicuro di aver visto prezzi più bassi inconsciamente. Dopo esserci stati anche troppo in quel negozio dove alla fine ho comprato solo una penna e un quaderno dei BT21, siamo andati in un piccolo bar, ma non in un bar semplice, in un bar dove puoi bere dentro ad un cesso (una tazza a forma di cesso, mica in un cesso vero dove ci hanno appena scagazzato ecco, immagina che schifo) a Insadong – specialmente al quarto piano del Ssamzigil Mall – molto buono, io ho preso un cappuccino alla menta – ok, ma non così tanto perché la menta non si sentiva minimamente, mentre il waffle di Linda, molto buono ecco. Abbiamo fatto poi un giro attorno alla cittadina e vi consiglio vivamente di vedervela anche di giorno.




Giorno 10: Bukchon – Songhyeon-dong – Fiume Hangan
Rieccoci con le giornate movimentatissime: colazione e, boom, subito via verso villaggi super K-dramosi e bellissimi. Infatti la tappa di oggi è stato proprio il villaggio hanok a Bukchon e preparatevi a fare un bel po’ di salite perché ce ne sono da fare, ma fidatevi che i crampi alle gambe ne varranno la pena. Appena arrivati quasi in cima a non so dove ma lo capirete perché c’è solo quello da vedere manca poco, siamo andati al Asian Art Museum: un piccolo museo, più bar diciamo, che con 6.000₩ avete l’entrata al museo, al piccolo tempio, alla bellissima vista e una bevanda (buonissima) e questa piccola esperienza vi direi di farla quasi obbligatoriamente – anche perché potrete bere la vostra bevanda a gambe incrociate senza scarpe e chiacchierare sul pavimento come fanno i coreani, quindi sì, fatelo. Dopo aver finito di vedere il paesino, abbiamo mangiato in un ristorante vegano gestito da una simpaticissima signora che vi terrà molto compagnia – Gnanim Vegetarian Restaurant – dopodiché scendete a piedi la via principale tornando indietro fino a dove vi ha lasciato il bus e continuate a scendere giù fino ad arrivare alle famose scalinate di Haneulso, bellissime, ma non solo quelle, proprio tutto il parco è stupendo e la vista che vedrete salendo le scale, sarà più emozionante che ho lacrimato abbastanza perché è tutto così bello qui… davvero tutto. Dopo aver visto comunque tutte le bellezze del posto e del parco, abbiamo deciso di finalmente andate a vedere il famosissimo fiume Hangan: quindi giù di metro e siamo scesi alla fermata più vicina e, piango ancora, stupendo. La via era con delle bancarelle e coi signori che vendevano tipo i teli per sdraiarti sull’erba e fare un pic-nic. C’era comunque davvero molta gente per non esserci nemmeno un evento, eppure noi siamo anche riusciti a farci un giro sul tandem – prezzi irrisori, cioè 2,10€ a testa per 30 minuti, cosa ve lo dico a fare? Fatelo – andando in bici abbiamo fatto un bel giro devo dire e il parco è tipo immenso che servirà più di un giorno per vederlo tutto e le molte bancarelle hanno lo stesso cibo che c’è anche a Myeongodong quindi o mangiate lì o qui è la stes- NO, non è la stessa cosa! Qui è magico ed infatti io ho preso le mie belline palline fritte al polipo e mangiate sulla riva come fa un vero coreano. La sera siamo tornati a Myeongdong dove sono stato al Music Korea a comprare gli album delle Blackpink e dei BTS e con 41,00€ me li sono portati a casa con un sorriso grosso, grosso. Abbiamo cenato e siamo ritornati, distrutti, in hotel dove io ho montato il video di questo bellissimo giorno che puoi vedere letteralmente qui, eheh.




Giorno 11: Seoul Museum of History – Jonggak – Myeongdong
Stamattina ho mangiato molto di meno del solito in hotel, non so perché, forse la sera prima avevo mangiato il pork belly fritto con formaggio filante e mi è un poco rimasto sullo stomaco, ma comunque torniamo a noi: giornata un po’ culturosa in quanto siamo andati al Seoul Museum of History (gratis anche questo, ovvio). All’entrata potete mettere le vostre valigie in un piccolo scomparto con codice in modo da non portarti le tue borse dietro, anche perché non puoi. Questo è tra uno dei miei musei preferiti specialmente la stanza finale con il gioco di luci, vi farà letteralmente vedere tutta la mappa di Seoul con le luci del giorno e col tempo che passa (8 minuti di pura euforia), ma comunque diciamo che tutto il museo è interattivo, pensate che vi potete fare anche un piccolo fascicolo dove raccogliere i timbri delle varie mappe oltre che a degli opuscoli – che io ho preso in coreano così prima o poi dovrò impararlo per capire cosa c’è scritto eheh – il museo comunque è molto grande e verso la parte finale dove c’era Seoul nei tempi moderni, mi sono anche commosso perché se penso che in poco tempo è diventato un paese così moderno e tecnologico, mi vien da piangere… se poi penso che invece a volte non fa nemmeno la tessera per buttare la spazzatura qui in Italia, beh, mi disidrato gli occhi proprio. Comunque sono andato in bagno e non per piangere, ma ho visto il primo water tecnologico da quando sono qui e me lo sarei davvero voluto portare a casa. Finito il museo, era già l’ora di pranzo e Linda è voluta andare a mangiare da Vegetus – un altro ristorante vegetariano gestito da due ragazzi francesi molto simpatici – nei pressi di Namsan vicino alla Seoul Tower (io comunque non ho mangiato nulla, ma Linda mi ha detto che era molto contenta e che ci sarebbe ritornata). Dopo ciò, un po’ stanchini ed io affamato, siamo andati da A Twosome Place che lo avevo adocchiato da tempo visto che ce n’è uno ogni due secondi ed infatti non si mangia male: io ho preso un maritozzo salato al tonno e maionese, piccolino e freddo, ma buono. Poi, improvvisamente, non so perché, mi è presa voglia di imparare il coreano e sono ritornato da YP Books a Myeongdong dove una ragazza mi ha consigliato questo libro 초보자를 위한 한국어 이탈리아어 단어장 – non so minimamente cosa ci sia scritto, ma è un dizionario buonissimo di italiano e coreano e se me lo ha detto lei che ha perso quasi un’ora per aiutarmi, non può altro che essere buono. Essendo che qui questo negozione è bello grande, ho trovato anche le riviste di Vogue di Jennie e Jungkook che voleva il mio amico Nicola e così ho preso con me questi bellissimi e pesantissimi libri di 7kg e ho finito la giornata un’altra volta mangiando il corn dog allo street food e fatto shopping assurdo di gadget come sempre dei BT21 dove penso di avere una dipendenza.




Giorno 12: The War Memorial of Korea – Lotte Young Plaza – Itaewon
Ci siamo svegliati con la pioggia in questo giorno però un poco culturale, ma semplice. Infatti siamo andati coi nostri bellissimi ombrelli trasparenti pagati 2,50€ da Daiso al Museo della guerra e, santo cielo, quanto è immenso. Mi è garbato parecchio e ho apprezzato che ci siamo anche noi con gli aiuti della Croce Rossa e per la prima volta mi sono appassionato alla storia in vita mia, ho letto tutto molto volentieri davvero. Dentro potete lasciare anche una vostra nota e io ovviamente non ho fatto altro che scrivere “Sono contento di essere qui, baci baci dall’Italia” scherzo, saluto e scrivo sempre con educazione ahaha. Una volta usciti fuori, c’era un piccolo evento dove facevano lanciare delle frecciette a dei bambini e chi vinceva, vinceva un pacchetto di snack che danno ai militari e anche io e Linda abbiamo partecipato e la ragazza appena ci ha visto è andata in errore di programmazione perché non sapeva l’inglese e non sapeva come spiegarci il gioco, ma ce l’ha fatta lo stesso ed entrambi abbiamo vinto quei biscotti, un poco poco dolci, ma buoni. Per pranzo siamo andati a mangiare dei piccoli fagottini di tofu con dentro riso e carne, ma ci sono anche di pollo, tonno e uova e anche qualche piccola opzione vegetariana – personalmente posso dirvi che mi sono innamorato di sti piccolini fagottini che non ci ho visto e ne ho mangiati a bizzeffe (ovviamente, eravamo di nuovo al Lotte Young Plaza), poi abbiamo fatto un altro giro dai Kakao Friends perché ero tentatissimo a comprare qualcosa come il caricatore portatile di Ryan, ma poi mi so detto “compralo quando ci ritornerai la prossima volta, magari a Busan” chissà… Per la prima volta siamo ritornati in hotel a fare il nostro primo pisolino da quando siamo arrivati ben 12 giorni fa, e manco a farlo apposta, ci siamo addormentati di brutto e svegliati però carichi perché avevamo un appuntamento con Ortensio e la sua famiglia ad Itaewon. Siamo scesi alla fermata dell’hotel Hamilton e, mammina, quanta gente! Strapiena e bellissima, ci sono anche tantissimi stranieri che lavorano come “per favore entra nel nostro locale, dai!” una cosa del genere, non so che lavoro sia, tipo “l’accalappia persone nei locali” una cosa del genere. Noi siamo andati in un piccolo locale dove, di quel che mi pare di aver capito, potete giocare a tantissimi giochi e giochini come birra-pong oppure a carte o prendi le palline con l’ippopotamo, insomma tanti giochi ecco – spese per le bevute contenute, tipo sui 8.000/11.000₩. Io mi sono davvero divertito un botto, e abbiamo concluso la serata sulla cima di Itaeown dove ho potuto ammirare la bellissima vista anche della Seoul Tower di notte ed inutile dire, per la millesima volta, stupendo. L’unica cosa un poco triste è che è parecchio difficile vedere le stelle di notte, c’è parecchio inquinamento luminoso. Comunque sia, siamo tornati a casa più che felici.




Giorno 13: Hongdae – Seoul Plaza
Oggi penso sia stata una giornata molto molto leggera in quanto non abbiamo fatto quasi nulla se non visto un po’ di più Hongdae in versione solare: c’erano infatti un bel po’ di mercatini bellini per la strada dove ci siamo fermati a comprare delle spille per gli amici di Linda, abbiamo poi continuato il nostro giro facendo pranzo a Bibiri2 un’altra volta perché prima di andarmene dalla Corea mi ero promesso che avrei rimangiato il buffet di bibimbap a 8.000₩ e così appunto è stato. Dopo aver camminato ancora per un bel po’, è finalmente arrivata l’ora della merenda e noi abbiamo scelto di merendare proprio da Crepe Waffle dove Linda si è pentita di aver preso una crêpes strana con pochissima Nutella mentre io invece vantavo il mio bellissimo waffle con panna (forse vegetale) e biscotti Oreo e, ovvio, Nutella (l’ho pagato 3.900₩). Tremendamente buona, ne avrei ripresa assolutamente un’altra, ma non avrei voluto continuare con mal di pancia figuriamoci – comunque fanno anche dei piccoli gelati e dopo un po’ c’era subito la fila. La giornata è continuata molto leggermente: abbiamo fatto una mega passeggiata per quasi tutta Hongdae, passando per i piccoli parchi che ci sono bevendo il buonissimo tè al gusto di pesca bianca che continuo a promuoverlo come se non ci fosse un domani e poi, boom, ora di cena e siamo andati proprio al McDonald dove, stanco dalla lunga camminata, mi so preso il mio primo Happy Meal (2,90€… cosa ve lo dico a fare…) e ci siamo poi sfondati di patatine fritte. Finito di mangiare, eravamo proprio davanti alla Seoul Metropolitan Library e poco più avanti alla Seoul Plaza dove c’era un piccolo spettacolo che non so minimamente come spiegarvelo, cioè non so per cosa fosse, ma ballavano tutti e c’era una sorta di mega palco e- guardatevi la foto che facciamo prima perché non so come dirvelo, tipo giocoliera musicisti. Dopo però camminando quasi dietro ai retroscena c’era una sorta di piccolo commiato di giovani vittime però vi giuro di non so per quale catastrofe… Siamo andati a casa senza farci domande e abbiamo dormito tantissimissimo.




Giorno 14: Lotte World Tower
Questa nuova giornata doveva essere tipo strapiena di cose da fare, ma appena abbiamo messo piede alla Lotte World Tower, tutti i nostri piani sono svaniti perché… RAGA É IMMENSA! Lasciamo stare che ci sono sempre gli stessi famosi negozi che conosciamo bene, ma vi giuro, è atrocemente immensa. Inutile dire che ci siamo persi perché ci sono parecchi piani anche se poi dopo un po’ si bloccano perché poi si concentra tutto sulla scalinata della torre in sé con le braghe ecc. Noi, quello che è l’attrazione principale, non si è fatta: c’era davvero una fila atroce e nonostante la voglia di farla era assurda, abbiamo abbandonato il tutto. Qui se volete ci sono i prezzi con le varie attrazioni che propongono (in inglese), comunque un biglietto generale per un adulto è di 29.000₩ – tenete a mente che potete prenotare online, sull’applicazione oppure direttamente facendo la stralunga fila. Noi comunque abbiamo visitato il negozio di Casetify (se volete le cover per gli Apple Watch sappiate che non li hanno lì, ma dovreste aspettare che le ordinano) e poi, ve beh, quasi tutti i negozi che ci sono e anche il negozietto dello Studio Ghibli Collection dove c’è anche una piccola zona per le foto molto carina. Siccome è davvero parecchio immenso, noi siamo entrati alle 12:00 e siamo andati via alle 20:10 per farvi capire e ci mancavano ancora un bel po’ di negozi e piani. Per mangiare ci sono davvero così tanti posti che anche solo per cercarne uno, perderete più di un’ora: buonissimo c’è il BBQ coreano da solista, dove se sei con qualcuno di vegetariano, puoi andarci benissimo da solo in quanto se andate in due e la persona che non mangia la carne si siede con voi, automaticamente vi porteranno il menù BBQ in due nonostante l’altra persona non lo mangerà ecco. Ma se c’è un posto che non posso fare che consigliarvi, nonostante non ci sia andato, è il Viking’s Wharf – The world’s best seafood – e guardando ciò che le persone mangiavano, beh oddio, volevo fiondarmici, ma dopo aver visto il prezzo: ben 110.00$ per un adulto e 55.00$ per un bambino, beh, no – ma il prezzo è comunque ragionevole in quanto vendono aragoste e c’è proprio il mondo per quanto riguarda il cibo, più che altro è pregiato. Una volta comunque usciti, e dovete riprendere appunto la metro per tornare a casa, vi consiglio di fermarvi alla bancarella Manjoo King che è letteralmente sulla destra per prendere l’entrata della metro: vendono questi buonissimi dolci a forma di noce con vari gusti e tra tutti quelli che ho visto e assaggiato, sono i più economici, ma letteralmente anche i più gustosi e le nonnine che li vendono sono simpaticissime che vi parleranno solamente in coreano nonostante sanno benissimo che non capisci niente, però sorridono mentre lo fanno, quindi credo che non lo facciano con cattiveria o almeno spero. La sera siamo andati, finalmente a vedere quella struttura che manca poco vedevamo tutte le sere in bus: al Dongdaemun Design Plaza – carina vero, molto futuristica e con diverse attrazioni da vedere, poche ma ce ne sono. Dopo averci solamente riposato qui, siamo andati a piedi a casa, passando prima per il negozio della Nike accanto alla struttura e vi posso dire che ogni tanto mettono lo sconto del 10% sulla merce dalle 21:00 fino a chiusura.




Giorno 15: Cheonggyecheon Museum – Shinsegae
Tempo bruttino anche oggi, ma giornata di nuovo culturosa e quando dico così è perché siamo andati al museo. Protagonista di oggi è infatti il Museo Cheonggyecheon – un museo che parla della storia dei ponti, dei corsi d’acqua e delle strade di Seoul e sapete qual è il miglior modo per vedere questo museo, sempre gratis, come abbiamo fatto noi? Non al contrario. Ultimamente non so perché, ma un botto di musei e attrazioni l’abbiamo fatti dall’uscita fino all’entrata eppure non è che siamo tonti, è solo che prima ti mettono l’uscita quindi se io sto entrando, è normale che la scambio per l’entrata, quindi mi raccomando, entrate dall’altro lato per vedere questo museo che noi siamo entrati che c’erano già i ponti e le strade per poi ritrovarci il nulla. La giornata poi è proprio continuata leggera, leggera: ho aspettato il bus per la prima volta all’interno delle cabine climatizzate dove puoi ricaricare anche il telefono e premetto che si stava meglio fuori che dentro. Poi siamo ritornati, ancora sì, a Myeongdong per andare allo Shinsegae – un altro centro commerciale quasi parallelo al Lotte Young Plaza – dove abbiamo mangiato (dove Linda ha mangiato, scusate, io ero sempre pieno dovuto alle mie abbuffate colazionistiche) e vi posso dire che anche qui ci sono delle soluzioni vegetariane come qui al 김선생 바른 김밥 쇼호 (cliccate per vedere il ben di Dio che c’è) o sennò, proprio di fronte, c’è questo 화정 By 카쿠시타 dove Linda ha preso dei bellissimi, e per quello che ho assaggiato, anche buonissimi, Udon al pesto e crema. Effettivamente questo centro commerciale ha un’eterna vastità di cibo che forse batte anche gli altri riguardo all’indecisione di dove vorreste mangiare. Dopo ovviamente siamo ritornati allo street food e fa un certo effetto averlo visto di giorno e non notturno come abbiamo sempre fatto e comunque, giorno o notte, c’è sempre un botto di gente. Io comunque, non so perché, ma ho pranzato allo Starbucks proprio di fronte al Lotte Young Plaza con una tazza al cioccolato e panna freddo. La sera, inutile dirlo, abbiamo rigirato il mercato e cenato un’altra volta da McDonald. Purtroppo le giornate stavano finendo un po’ così e così, fiacchi per la stanchezza e perché tra un po’ saremmo tornati a casa e nonostante stiamo rivisitando quasi sempre le stesse cose, in un modo o nell’altro, tutta la città cambia sempre, con tantissime altre attività da fare.




Giorno 16: Cafe Pokpo – Greem Cafè
Giornata di oggi invece molto rilassante: finalmente iniziamo a vedere un po’ di cose che ci proponevano Instagram e TikTok ed infatti è toccato a questo bellissimo Cafe – Cafe Pokpo – letteralmente con davanti le cascate, artificiali, ma di uno stupendo atroce. Potete letteralmente sedervi dove vi pare nei posti fuori, basta che non spostate le sedie perché, che ne so c’è scritto così sulle sedie ahah (il video riguardo questo bel giorno, te lo linko qui per YouTube). Dentro al bar ci sono tantissime bevande ed io, come ormai dovreste ben sapere, non faccio altro che provare bevande al gusto di pesca e anche questa non mi ha minimamente deluso (dei prezzi ormai lo sapete che non ve ne parlo quasi più per il semplice fatto che non supererete mai più di 4,00€, quindi ottimo affare). Ah, alcune volte potrete trovare dei pazienti con il camice che indossano le persone ricoverate in ospedale e anche che camminano con la flebo perché, appunto, questa caffetteria si trova quasi accanto ad un ospedale. Dopo esserci fatti un bel po’ di foto siamo ritornati nella zona di Hongdae perché mi era presa una voglia assurda di fare un video dove assaggiavo il Burger King coreano, ed inutile dirvelo, io e Linda ci siamo dati da fare come se non ci fosse un domani ed abbiamo mangiato una meraviglia, buonissima la mozzarella stick lunga 21cm (mangiatela calda e non a fine panino perché sennò non fila manco a pagare oro). Finito anche questo pranzo poco calorico, a Linda gli era presa una voglia di Starbucks, di nuovo, e proprio di fronte al Burger King, Linda ha preso un bel panino vegetariano e una bella tazza di cappuccino che è piaciuto anche a me nonostante non mi garba il caffè. Ci credete che dopo, così dal nulla, ha iniziato una fontana di pioggia? Manco fosse la scena di un K-Drama, al massimo sarebbe stato un film dell’orrore: gente che correva a destra e a manca senza ombrello, bagnatissima, triste, proprio zuppa molle che se tu strizzavi i vestiti di tutti, non avremmo avuto problemi di mancanza d’acqua per un mese. Ed è proprio per questo che i negozianti di Daiso (sì, esatto) erano contentissimi di vendere i loro ombrelli super carini a 2,50€ ed io qui ho svaligiato tutta la roba di Ryan dei Kakao Friends – proprio ogni cosa: bicchiere, spazzolino, bacchette, piatto, sottobicchiere, posate e coperchio – ed ho speso solamente 9,00€ NIENTE. Comunque, sì dai, oggi giornata niente di che, dopo aver aspettato dai Line Friends che smettesse di piovere, abbiamo ripreso il nostro cammino verso il caffè 2D o più comunemente chiamato Greem Cafè. Scrivete proprio così su Naver e finalmente questo posto super instagrammabile, sarà nel vostro feed. Ci sono delle piccole regole comunque da seguire mentre siete dentro, tipo niente foto se prima non acquisti qualcosa, non puoi cambiare posto per averne uno migliore dopo che ti sei seduto e se vuoi fare foto e video all’interno, sarebbe richiesto prima il consenso cosa che vi daranno assolutamente sempre perché sono dei patatini – io comunque ho preso un succo d’arancia buono (Hanrabong Orange Juice a 6.500₩). Un po’ mi è dispiaciuto andarmene via, ma a cena avremmo mangiato tutto cibo proveniente dai CU Store e/o 7-Eleven e così è stato, diciamo una cenetta semplice semplice per una giornata più che bellina.




Giorno 17: Seoul Forest – Olympic Park – Dongdaemun Design Plaza
Non me ne voglio andare. Giornata di nuovo piena di cose da fare e finalmente è di nuovo bel tempo. Con questo bel clima non potevamo non andare alla Seoul Forest – che chiamerò sempre Seoul Park perché mi sbaglio sempre – e quindi siii. É tipo stramega gigante sto parco, ma di un bello assurdo che ti ci vorrà anche qui un giorno interno per vederlo tutto se non due: in una delle tantissime entrate troverete tipo un aggeggio che ti leva la terra dalle scarpe totalmente gratis e wow! Dopo un po’ noi siamo andati al giardino delle api dove di api ce ne erano solo due, forse stavano dormendo, non so. Comunque davvero, bellissimo. Andando un poco più avanti ci sarà invece il giardino delle farfalle dove potete entrare totalmente gratis e anche accanto c’è un altro piccolo museo/giardino anch’esso sempre gratis. Di farfalle ce ne sono un po’ pochine e sono tutte quelle normali che si trovano in giro, mentre di farfalle bellissime ce n’erano, ma tutte morte. Di foto comunque ne potete fare un bel po’ perché è proprio un bel posto in generale. Il museo accanto invece è un po’ più pieno di roba da vedere con pesci, insetti, ragni, tartarughe e piante bellissime che sembrerà di essere in una vera e propria serra. Finito il tour, fuori sulla sinistra c’è un pianoforte che tutti possono suonare, quindi se vi sentite un po’ canterini e pianisti, forza, è il vostro momento. Per il resto, tutto il parco è bello in ogni punto e noi abbiamo beccato anche la piazzetta centrale dove stavano facendo uno shooting per della pubblicità di vestiti e piumini. Il tour è continuato per un bel po’ fino a che non siamo tornati a pranzare alla Lotte World Tower dove, oltre aver mangiato un po’ di messicano, abbiamo fatto un altro giro di negozi per poi concludere vedendo il parco esterno e percorrendo la via del fiume/lago che c’è sotto. Ho fatto certe foto belline che mentre ammiravo il tutto, ho davvero pensato “perché devo lasciare tutto questo?…” Va beh, ci sono sempre questi momenti e so che ce ne saranno sempre quando tornerò in Italia, maaaa non andiamo in disperazione perché il Parco Olimpionico che abbiamo visto dopo, era di una forza assurda: sembrava di essere in un film storico e mi sentivo potentiss- ho pianto. Sì raga, proprio non so come dirvelo… Il parco in sé è davvero molto vasto sempre con caffè e varie attività da fare. L’entrata comunque non è popolata di persone e nonostante fossero le 17:30, le attività accanto come noleggiare il tandem erano già chiuse. Noi comunque abbiamo incontrato un simpatico signore che ci ha raccontato di quanto gli garbi l’Italia specialmente dei film italiani – vedete come le persone chiacchiereranno con voi sempre? Garbiamo a tutti eheh – Siamo ritornati verso casa vedendo il tramonto dalla metro perché siamo ritornati, rullo di tamburi, a visitare per bene il Dongdaeun Design Plaza e stavolta siamo anche entrati dentro al museo dove, nonostante fosse gratis, non c’era proprio nulla da vedere e le attrazioni belline erano a pagamento quindi ecco, non posso dirvi cosa ho visto perché l’unica cosa che ho fotografato erano dei muri bianchi. L’esterno comunque era pieno di luci ed è stato molto emozionante. Noi in particolare dopo aver fatto un giro dentro al negozio di souvenir, credo, e aver provato le sedie rotanti, siamo andati a cenare a 용우동 에이피엠점 che è letteralmente all’entrata della cupolina dove ho preso una deliziosa cotoletta fritta e riso e Linda degli spaghetti simili agli yudon con, ovviamente, le verdure. Abbiamo concluso la serata tornando a piedi in hotel e passando per il mercatino che abbiamo sempre sotto casa. E qui indovina chi si vede il mio video su YouTube? Te eheh.




Giorno 18: YG Entertainment – Itaewon
Oggi mi sono svegliato carico di vedere le sedi dei Big4 ovvero: YG, JYP, SM e BigHit Entertainment, ma leggendo dal titolino avete già capito quale sono riuscito a vedere. La BigHit/Hybe ha cambiato sede e ovviamente il navigatore ci dava la nuova Hybe Insight che, puntualmente, dopo aver trovato l’entrata, abbiamo sentito un simpatico signore che ci urlava “BTS?!” e nel mio “Sì, oddio mio dove sono?!” non mi ha risposto “al militare, quasi” ma un semplice “La Hybe Inisght ha chiuso il 27 agosto quindi niente di niente, ma potete andare al concerto K-Pop del 8 ottobre a Gangnam” tutto questo ce l’ha detto in coreano, ma fortuna poi ha usato il traduttore e io rimango sempre più sbalordito dal fatto che tutti ti vogliono aiutare e ce la fanno anche. Potete capire il mio piccolo rammarico al non poter aver visto il museino dei TXT, degli Enhypen e dei BTS e di tutti gli altri della famiglia BigHit/Hybe, ma il futuro è ancora lungo e le possibilità di poterli incontrare c’è sempre e poi sono fiducioso. Abbiamo quindi rifatto un giro per Gangnam e indovinate un po’? Stavano allestendo il mondo e quindi era un’altra versione diversa dalla prima che abbiamo visto e anche al Coex stavano cambiando altre cose come tipo la libreria era totalmente in allestimento e ho scoperto poi il giorno dopo che ci avevano messo l’albero di Natale di già ahaha, quindi vedete che alla fine tornare sempre nei posti dove siamo stati bene, non fa poi così male? Io ho rimangiato messicano dove sempre al Coex e poi ho fatto un bel giro al supermercato sotto scala dove avevo una certa voglia di comprare 2kg di Hot Pepper Paste, ma ovvio che ho abbandonato l’idea subito dopo. Durante il pomeriggio siamo andati finalmente al bar della YG Entertainment – The SameE – e mi stavo per mettere a piangere di nuovo… Immaginate se tipo dentro all’edificio c’erano le Blackpink oppure i Treasure o si stavano allenando ancora le Babymonster oppure i Winner… Santo cielo. Il bar comunque è carinissimo, cosparso di poster dei gruppi della YG ed è stato un tuffo al cuore poter dire che li ho seguiti tutti e che quei poster li conosco. Io ho preso un buonissimo Iced Milk Chocolate pagato 4.500₩ ed in omaggio mi hanno dato anche un adesivo di Park Jeong Woo (Treasure) essendo che il suo compleanno era il 28 settembre. Sono stato al secondo piano dove c’era un big screen dove mettevano i music video e ho bevuto il mio drink davanti alla sede in una piccola speranza di vedere qualcuno, ma ero contento lo stesso nonostante non c’è stata anima viva. Al piano -1 c’è il negozio e vi consiglio di comprare qui i gadget quali album o altre cose della YG in quanto costano molto di meno rispetto ad un qualsiasi altro negozio. Io ho svaligiato tutto prendendo Born Pink, la Lightstick e la versione speciale di Jisoo – mi hanno dato anche delle photocard dell’album Born Pink e di Jisoo sempre. Il mio cuore era felicissimo. Con un sorriso addosso, siamo ritornati verso l’hotel passando per il mercato che abbiamo sempre sotto casa – abbiamo rifatto un piccolo pisolino perché la sera ritornavamo da Ortensio a Itaewon che ci aveva invitato a mangiare la carne da Tabom Brazil – volete sapere un parere? Quella carne si scioglieva in bocca: praticamente puoi fare il buffet con riso, fagioli, polli e altri tipi di verdure e se vuoi puoi provare i fantastici tagli di carne, noi in questo caso ne abbiamo presi 5 (non mi ricordo i nomi, ma credo di non aver mangiato niente di più buono da quando sono qui). Dopo giretto in città e finalmente è accaduta la cosa che non vedevo l’ora che accadesse: sono andato al karaoke. Ho urlato. Ho perso la voce? No. Ma mi sono divertito come se non ci fosse un domani con Luana e Ortensio, santo cielo che bellezza e vi posso dire che di certo non ero l’unico a urlare, ma sembrava di essere ad una gara di urla – noi abbiamo fatto 30 minuti e il costo era di 6.000₩ sennò 10.000₩ per un’ora intera. Ci sono un botto di canzoni K-Pop sia cinesi che internazionali. Penso che questa esperienza la debbano fare tutti prima o poi perché urlare vi farà sentire bene.. certo potete anche cantare benissimo, ma non sarete mai e poi mai Beyoncé ahahah.




Giorno 19: Hongdae Karaoke – Hangan River e Fuochi Artificio
Con la poca voce che avevo in corpo, la mia voglia di cantare era più alta che mai e quindi ho detto “Linda! Trovami quel karaoke con le vetrate a Hongdae che voglio diventare un cantante e far vedere a tutti come sono bravo dalle finestre!” insomma non proprio così, ma il senso era quello – quindi, sì, tappa di nuovo a Hongdae al Karaoke che c’è stato anche nel drama “True Beauty”. Io tutto contento – un poco poco più costoso di quello di Itaewon (9.000₩ per 30 minuti) e purtroppo ci hanno dato la stanza lontana dal mondo dove nessuno ha potuto vedere la mia bravura canora! Ero distrutto… Comunque qui ci si leva le scarpe quindi lavatevi i piedi prima di venire. Oggi per le strade di Hongdae stavano allestendo mercatini e ancora non capisco per quale festa, forse per quella per la quale ci sono i fuochi d’artificio stasera? Boh. Abbiamo pranzato per le stradine di Hongdae con le patatine al mais in busta e visitato negozi di torte dove ho finalmente visto che mettono i pomodori come decorazione in quanto sono un frutto e sinceramente mi ha fatto abbastanza ridere, però i pasticceri coreani sono davvero bravi a fare le torte, proprio così. Oggi comunque non so cosa ci sia preso, ma abbiamo avuto un attacco di sonno improvviso che siamo andati in hotel alle 15:00 e ci siamo svegliati alle 18:30 urlando “I fuochi!!!” ebbene sì, avevamo deciso di andare a vedere i fuochi subito dopo pranzo in modo da prendere posto sul fiume Hangang e goderci indisturbati la bellissima serata ed invece no. Bloccati in metro per la quantità assurda di persone, percorsi deviati per far camminare i pedoni e strade chiuse per uno degli eventi più belli dell’anno, ma noi non ci siamo fermati a niente. Arrivati al fiume, abbiamo camminato un pochino credendo che potessimo guardare prima o poi i fuochi senza ritornare tipo in hotel visto che non c’era posto nemmeno a pagare oro, però una guardia, gentile come sempre figuriamoci, con il suo piccolo inglese ci ha fatto capire che questo non è un posto sicuro e che la visuale meglio sarebbe stata poco più avanti e probabilmente ci avrebbe anche accompagnato a quel posto, ma c’erano dei rincoglioniti che hanno urlato tutto il tempo e quindi ha dovuto disciplinarli in un quale modo o almeno credo perché era tutto un urlare. Alle 19:25 finalmente c’è stato il botto di inizio e BOOM, tutti a correre come se non ci fosse un domani mentre io e Linda, tanto non sapevamo dove andare, camminavamo proprio a passo leggiadro fino a che non abbiamo trovato un bel punto davanti a tutti bloccandogli la visuale. I fuochi comunque sono durati per un bel po’ e a scaglioni con pause di 30 minuti e vi posso dire che, ok erano bellissimi, ma all’inizio niente di che e tutti, ogni singola persona, era sorpresa, ma vi giuro, per ogni singolo stronzettinello di fuoco, dovevano per forza sorprendersi tanto è che abbiamo riso tutto il tempo. I fuochi comunque sarebbero durati fino a mezzanotte, ma ad un certa dopo essere stati in piedi nello stesso punto per un paio di ore, Linda ha deciso anche per me che sarebbe stata l’ora di andare via e quindi ci siamo incamminati all’uscita guardando una bellissima scena di finale di fuochi d’artificio – dove ha tremato letteralmente anche il pavimento – e mentre cadevano anche gli addetti perché non avevano visto le loro stesse sbarre. Scene epiche che credo rimarranno impresse nella mia piccola mente. Ritornare a casa è stato comunque un po’ faticoso perché ci hanno diviso in scaglioni in modo da prendere stazioni diverse e di non ingombrare tutte le metro. Questa quasi fine di vacanza non può che quasi concludere nel migliore dei modi.




Giorno 20: Itaewon Karaoke – Gangnam Festival & K-Pop Concert
Se pensavate che la mia voglia di cantare fosse finita al karaoke di ieri e di ieri l’altro, beh vi sbagliavate di grosso. Oggi, giorno tristissimo, le uniche che mi avrebbero tirato su il morale sarebbero state le Blackpink e quindi, siamo ritornati un’altra volta a Itaewon, per l’ultima volta di questo lunghissimo viaggio, a prenotare per 30 minuti la nostra piccolina stanzina bellina bellina – stavolta davanti a tutti – e bada-bing, bada-boom-boom-boom, abbiamo preso 100 a As If It’s Your Last (li da proprio a caso i voti eh ahahah) e abbiamo concluso cantando “Macarena”. Oggi non me ne volevo proprio andare da qui però alla fine, sì, siamo andati a Myeongdong per far nutrire Linda l’ultima volta dal suo ormai ristorante vegano di fiducia e probabilmente saremmo potuti essere i clienti del mese da quante volte ci hanno visto girare a destra e a manca. Io non ho mangiato perché essendo che ero triste, oggi – ma come benissimo tutti gli altri giorni – mi sono sfondato al buffet dell’hotel. Finalmente passiamo alla parte più importante, quella che sognavo sin dall’inizio: direzione concerto K-Pop. Io non so perché, ma mi aspettavo poca gente perché era brutto tempo, faceva freddo e stava iniziando a piovere e secondo voi, c’era davvero poca gente? No, che domande. Una ragazza mi aveva rattristato dicendomi che non avrei potuto partecipare al concerto perché non avevo il biglietto che è andato sold out dopo la sua pubblicazione, ma io sapevo che era gratis per gli stranieri perché era stato fatto per incentivare il turismo e quindi alla fine ho fatto come mi pare e mi sono messo in un angolino assieme a tutti gli altri con una vista – insomma – onesta dai. Comunque ve ne rendete conto che è il mio primissimo concerto K-Pop dal vivo (ho visto solamente quello delle Blackpink a gennaio del 2021, ma era online quindi niente di che) e più che altro, primo concerto proprio in Corea a Seoul per giunta! Contentissimo! Ho visto finalmente dal vivo gruppi che conosco e che seguo: hanno aperto il concerto le STAYC, per poi continuare con i BOYNEXTDOOR, Fromis_9, ATEEZ, le aespa, gli NCT DREAM ed infine Zico. Io ho urlato come una vacca per le aespa e gli Ateez, anche se non nego che ho urlato in continuazione per tutti gli altri e mi sono sorpreso di Zico in quanto conoscevo un botto delle sue canzoni e non sapevo minimamente che erano sue. Ah, vi posso letteralmente dire che le urla più potenti erano per gli NCT DREAM e le aespa. Finalmente ho visto dal vivo Karina AAAAAAAAA. Concerto davvero comunque stupendo e la chiusura coi fuochi d’artificio era proprio la candelina sulla torta. Me li ricorderò per sempre, come il selfie che ho fatto con una ragazza cinese che non ha fatto altro che urlarmi nell’orecchio e come anche la lunghissima fila infinita per tornare all’hotel… ma dopo tutto… ho visto… Karina. E qui, si conclude l’avventura col concerto che ho messo su YouTube, vi voglio bene ❤️




Giorno 21: Incheon Airport
Non volevo mai arrivare a questo giorno, ma come tutte le cose belle che hanno un inizio, c’è sempre una fine – che bene o male può essere sempre rimandata anche se in questo caso ci sono di mezzo i soldi – comunque: ultima colazione abbondante in hotel dove ho scritto sulla lavagna che mi mancherà mangiare le stesse identiche cose che ormai potrei farle anch’io. Abbiamo pulito la stanza, registrato dei TikTok, messo apposto e controllato le valigie altre volte e poi abbiamo lasciato l’hotel e fatto il check out. Questa volta siamo andati a Incheon non con la navetta privata da 17.000₩ ma prendendo semplicemente i mezzi che ci diceva Naver e quindi con 4.500₩ ce la siamo cavata più che bene – in questo caso abbiamo preso solamente la metro, ci abbiamo messo quasi 1 ora e 40 minuti (tutto il tempo in piedi), ma siamo riusciti ad arrivare tristi e salvi. Ah, nonostante la nostra scheda eSim sarebbe dovuta scadere il giorno dopo, oggi non abbiamo minimamente avuto internet e già ero triste di mio, figuriamoci se poi mi lasciate senza internet. Questa volta comunque siamo riusciti a vedere tutto l’aeroporto di Incheon nella sua vera grandezza e posso dire che anche lui è un pezzo di tecnologia futuristica – ho persino incontrato il robot che saluta le persone e che credo ti dia delle info – Linda ha pranzato comunque al ristorante coreano mentre io, strano, ero sempre pieno dalla colazione. Abbiamo finalmente poi fatto il check in e udite, udite: la mia valigia pesava 26,1kg – BEN 3,1KG IN PIÙ DEL NORMALE – e dopo aver detto “no guarda ci sono gli album e le copertine di Vogue del mio amico, dimmi la cifra che la paga lui” il ragazzo ha esclamato “no, chiudo i miei occhi e non ti faccio pagare”, allora io ero lì “no, dai davvero, paga il mio amico, fallo pagare!” e lui di nuovo “paghi la prossima volta, oggi no” – vi giuro raga, io ho paura che mi ha messo la fedina penale nera nel passaporto che sono uno che sfora i pesi delle valigie, avevo una strizza assurda, ma va beh – gentilissimo è dir poco e comunque mi ha detto, dopo che mi era salito l’interesse del prezzo, che sarebbero stati 30,00$ (quindi penso 10,00$ per kg sforato, o almeno penso io). Il mio racconto col ragazzo del check in è finito con “guarda, la valigia è piena di cd dei BTS e delle Blackpink” concluso con un suo “non ti preoccupare, ti ci metto il fragile allora” MA VIENI. Passate tutte queste cose tipiche da aereo, siamo andati di corsa a fare il Tax Refund che dalla mappa troverete facilmente dove è, quindi tenete con voi i vostri scontrini ed una volta passato il passaporto, scansionate ogni cosa che una volta fatto l’ultimo controllo del bagaglio a mano/zaino, potete andare a ritirate i vostri soldi dove vi chiederanno se volete ₩, $ o ¥ (noi abbiamo scelto ₩, però non vi nego che facendo uno scalo di quasi 7 ore in Cina, quasi quasi era meglio scegliere lo Yuan Cinese, ma se però ripensiamo che torneremo in Corea, meglio scegliere il Won Sudcoreano). Dopo il controllo del bagaglio a mano, è stato tutta una discesa di disperazione: non volevo andarmene, ma purtroppo va beh… Volo ok, cibo non ok: era molto peggio rispetto all’andata per non parlare da Pechino a Milano – mi è garbato poco e nulla. Noi comunque siamo arrivati sani e salvi a Milano (Linda è stata un po’ male in aereo, ma le hostess, carinissime, si sono occupate di lei per farla stare meglio). Siamo stati bene anche per tutto lo scalo in Cina in quanto abbiamo incontrato una ragazza, Diana, che ci ha chiesto informazioni per vivere a Milano in quanto andrà a vivere lì per 3 anni per cantare e siamo diventati subito amici, dunque il tempo è passato letteralmente in fretta nonostante fosse notte con tutti i negozi chiusi. Che dire… tornare in Italia dopo 3 settimane è stato un po’ così così, ma ho capito che ero a casa in quanto il treno ha fatto ritardo, strano.




